Il temporary store di via Firenze 229 apre le porte alla cultura con la rassegna “Artidiverse”

artivisiva

Lo spazio espositivo ‘La mia Vetrina’ di via Firenze 229, destinato dai fratelli Seri a temporary shop per ospitare attività di vario genere e animare una delle vetrine spente nel centro della città, apre le sue porte alla cultura con “Artidiverse”, una rassegna d’arte contemporanea che prenderà il via domani, giovedì 8 ottobre, tra materia, ingegno e metamorfosi. Il locale dei fratelli Seri ospita la prima edizione di un progetto culturale patrocinato dal Comune di Pescara, ideato da Daria Seri per valorizzare il talento e la ricerca di autori unici, collocandoli in un punto nevralgico e strategico della città.

La rassegna si sviluppa attorno al tema “E il bruco… diventò farfalla”, un fil rouge che esplora la profonda metamorfosi interiore e creativa: un percorso in cui la linfa vitale dell’artista, proprio come il bozzolo che si apre alla luce e alla libertà dell’Imago, prende forma e si svela al pubblico.

I protagonisti della Prima Edizione sono Cesare Lauri, Francesca Arces e Francesco Ruffini.

Cesare Lauri

La rassegna si apre con la personale di Cesare Lauri. La sua ricerca artistica affonda le radici nella materia viva del passato e del quotidiano dimenticato. Attraverso il recupero di ferraglia, vecchi attrezzi e rottami, l’artista decontestualizza gli oggetti per vederne nuove forme, riassemblandoli secondo una visione personale che trasforma lo scarto industriale in pura rinascita estetica.

Francesca Arces

Il percorso prosegue con la personale di Francesca Arces, intitolata “Metamorfosi: il viaggio dell’invisibile”. L’esposizione trasforma l’impulso interiore in materia visibile, figurativa o astratta, configurandosi come una finestra aperta sul momento stesso della creazione. Mettendo in dialogo la pittura figurativa e quella astratta all’interno di un open space emotivo a “isole concettuali”, l’artista invita il visitatore a perdersi e a creare connessioni personali con il suo universo creativo.

Francesco Ruffini

A concludere il ciclo espositivo è la personale di Francesco Ruffini. La sua poetica parte dal presupposto che ogni forma di autentica bellezza porta con sé il peso invisibile del cammino compiuto, proprio come una farfalla è il culmine di un lungo lavorio. Attraverso calcoli millimetrici, la sperimentazione sulle risposte elastiche dell’acciaio armonico e lo sviluppo di meccanismi prensili brevettati, Ruffini fonde precisione ingegneristica e levità, dando vita a oggetti in cui la materia si schiude con la naturalezza di un’ala dispiegata.

Questo il calendario

Cesare Lauri  (“Il recupero e la materia”) vernissage giovedì 8 ottobre, ore 18:00, finissage domenica 11 ottobre, ore 18:00;

Francesca Arces (“Metamorfosi: il viaggio dell’invisibile”) vernissage giovedì 15 ottobre, ore 18:00, finissage domenica 18 ottobre, ore 18:00;

Francesco Ruffini: “L’ingegneria della bellezza e la forma ritrovata” vernissage giovedì 22 ottobre, ore 18:00, finissage domenica 25 ottobre, ore 18:00.

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