La Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” presenta la 60ª stagione di prosa

ivana monti e ambra angiolini

Otto spettacoli, da ottobre a marzo, per la 60ª Stagione di Prosa della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara”, presieduta da Lucio Fumo, che celebra sessant’anni di attività e apre un nuovo capitolo della propria storia teatrale. La stagione 2026/27 è la prima affidata alla cura artistica di Raffaele De Ritis, regista, autore e studioso dello spettacolo dalla lunga esperienza internazionale (già ideatore a Pescara di Funambolika). Una programmazione che conserva il richiamo dei grandi interpreti, ma porta in primo piano anche la qualità e l’attualità delle scritture, il lavoro dei registi, il prestigio delle produzioni e una naturale apertura internazionale. «Una stagione non è soltanto una successione di titoli e di grandi nomi – spiega De Ritis – ma un modo di mettere in relazione scritture, interpreti, registi e pubblico. Mi interessa provare a spostare lo sguardo: osservare ciò che crediamo di conoscere da un’altra posizione, affidare un classico a una sensibilità contemporanea, mettere al centro un personaggio rimasto ai margini, scoprire un’altra verità dietro una convenzione o una memoria». Una linea che attraversa autori e culture diverse – Tom Stoppard, Oscar Wilde, Eduardo Scarpetta, Dario Fo e Franca Rame, Marguerite Yourcenar, Martin McDonagh – e li mette in relazione con alcuni dei protagonisti più popolari della scena italiana, ma anche con registi e realtà produttive appartenenti a differenti generazioni e tendenze del nostro teatro.

Ad aprire la stagione, il 13 e 14 ottobre, sarà Massimo Lopez con il nuovo Massimo Lopez Show, scritto con Alessandro Lopez, e la Jazz Company diretta dal maestro Gabriele Comeglio. Una Commedia dell’Arte, affidandone il gioco filosofico e comico a tre interpreti molto amati dal pubblico

Il 24 e 25 novembre, Gianfelice Imparato è protagonista de Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta, nella rilettura di Leo Muscato, fra i registi più interessanti della scena italiana contemporanea. Muscato conserva la precisione della celebre macchina farsesca di Scarpetta, ma sposta l’azione dal 1908 agli inizi degli anni Ottanta, poco dopo la Legge Basaglia. L’equivoco fra albergo e manicomio acquista così un nuovo punto di osservazione sul confine, non sempre così semplice, fra normalità e follia.

Il 9 e 10 dicembre sarà la volta de L’importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde, con Lucia Poli, Giorgio Lupano, Maria Alberta Navello e Luigi Tabita, per la regia di Geppy Gleijeses. Un grande classico internazionale torna con una delle signore della scena italiana, Lucia Poli. La “commedia perfetta” di Wilde resta un gioco irresistibile di equivoci, nomi e identità, ma anche una lente deformante puntata sulle convenzioni e sulle ipocrisie sociali.

Dopo la pausa natalizia, il 26 e 27 gennaio 2027, Lodo Guenzi sarà protagonista di Morte accidentale di un anarchico di Dario Fo e Franca Rame, per la regia di Giorgio Gallione. Uno dei testi italiani più rappresentati nel mondo incontra lo sguardo di un regista che ha fatto della contaminazione fra linguaggi una delle caratteristiche del proprio lavoro. Una macchina teatrale nata più di mezzo secolo fa che continua a interrogare il rapporto fra verità, linguaggio e potere.

Il 16 e 17 febbraio, Lina Sastri firma messa in scena, regia e interpretazione di Maria Maddalena o della Salvezza, da Fuochi di Marguerite Yourcenar. Una delle maggiori interpreti italiane incontra la scrittura della grande autrice per restituire a Maria Maddalena una dimensione passionale e umana. Due musicisti dal vivo accompagnano un lavoro nel quale letteratura, voce e musica si sovrappongono.

Il 9 e 10 marzo arriva La Reginetta di Leenane di Martin McDonagh, con Ambra Angiolini, Ivana Monti, Stefano Annoni ed Edoardo Rivoira, per la regia di Raphael  Tobia Vogel. McDonagh, drammaturgo e cineasta irlandese fra gli autori contemporanei più affermati, costruisce attorno allo scontro fra una madre e una figlia un thriller psicologico attraversato da humour nero, crudeltà e solitudine. Il testo, affermatosi rapidamente sui grandi palcoscenici internazionali fino al successo di Broadway, impedisce allo spettatore di distribuire comodamente i ruoli: nessuna delle due donne è soltanto vittima o soltanto carnefice. «L’internazionalità appartiene naturalmente al mio modo di intendere il teatro – sottolinea De Ritis – anche come possibilità di mettere Pescara in relazione con ciò che accade fuori dai nostri confini. Stoppard, Wilde, Yourcenar, McDonagh, così come Fo, che è uno degli autori italiani più rappresentati nel mondo, appartengono a storie e culture differenti. E persino una serata a come quella di Massimo Lopez porta con sé la grande tradizione internazionale dello swing e dello show musicale. Mi interessa un teatro che sappia attraversare i confini, anche quelli fra i generi».

A chiudere la 60ª Stagione di Prosa, il 23 e 24 marzo, sarà Umberto Orsini con Prima del Temporale, nato da un’idea dello stesso Orsini e di Massimo Popolizio, che ne firma la regia. Uno degli spettacoli di maggior rilievo della recente stagione italiana porta sulla scena settant’anni della vita artistica e privata di Orsini: nell’attesa di entrare in scena per recitare Temporale di Strindberg, un camerino si popola di suoni, presenze, incontri, passioni e fantasmi del passato. Memoria personale, storia del teatro e storia dell’Italia finiscono per sovrapporsi in un allestimento di grande respiro scenico. La coincidenza assume un significato particolare per una Società che celebra sessant’anni di attività: la memoria di una lunga vita teatrale guarda alla propria storia per continuare a trasformarla. «Viviamo in un tempo che tende spesso a semplificare le identità e irrigidire le posizioni – conclude De Ritis. – Il teatro può permettersi il contrario: complicare lo sguardo, cambiare punto di vista, lasciare aperta qualche domanda. Dopo sessant’anni di storia, mi sembra un buon modo per continuare a guardare avanti».

Tutti gli spettacoli della Stagione di Prosa 2026/27 si terranno al Teatro Circus di Pescara, con una recita serale alle ore 21 e una replica pomeridiana alle ore 17. I biglietti per i singoli spettacoli saranno in vendita dal primo ottobre 2026 presso la sede della Società del Teatro e della Musica “Luigi Barbara” e online nei punti vendita TicketOne.

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