Urbanistica e commercio: Pettinari vs Croce

pettinari vs croce

“Pettinari per l’Abruzzo”: «Due delibere pericolose per Pescara. In aula sarà battaglia»

 «In questi giorni stiamo discutendo in Commissione due delibere molto chiacchierate che arriveranno martedì in Consiglio comunale. A nostro avviso, si tratta di provvedimenti che presentano errori nei contenuti e profili di illegittimità, oltre a essere potenzialmente lesivi degli interessi della collettività». Lo afferma il gruppo di opposizione in Consiglio comunale Pettinari per l’Abruzzo con il capogruppo Domenico Pettinari e i consiglieri D’Andrea e Di Pillo, che annuncia battaglia in aula sui due provvedimenti. «Partiamo dalla delibera relativa alla monetizzazione degli standard urbanistici – spiegano i consiglieri di Pettinari per l’Abruzzo –. In sostanza, si prevede che, qualora un costruttore realizzi un nuovo immobile senza avere un’area da cedere al Comune, possa sostituire la cessione dell’area con il pagamento di una somma all’Amministrazione comunale». «Estendere questa possibilità a tutta la città di Pescara è, a nostro giudizio, una scelta estremamente pericolosa. La previsione della cessione degli standard urbanistici non nasce per caso: serve a compensare l’aumento delle volumetrie e, conseguentemente, del carico urbanistico e antropico determinato dalle nuove costruzioni. In cambio della possibilità di edificare, il privato deve mettere a disposizione della collettività aree destinate, tra l’altro, a verde pubblico e parcheggi». «Se invece si sostituisce sistematicamente la cessione delle aree con una monetizzazione – proseguono – si rischia di favorire una crescita edilizia priva degli adeguati spazi a servizio dei cittadini. Il rischio è quello di avere edifici sempre più ravvicinati, meno aree verdi, meno parcheggi e una maggiore pressione sul territorio». Secondo il gruppo di opposizione, «le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti anche sotto il profilo della sicurezza e della vivibilità urbana. In presenza di eventi meteorologici estremi e piogge intense, la progressiva impermeabilizzazione del territorio e la riduzione delle aree libere possono aggravare il rischio di allagamenti. Allo stesso tempo, nuove costruzioni senza adeguate aree di sosta possono determinare un ulteriore intasamento delle strade e aumentare il problema della carenza di parcheggi». «È assurdo – affermano – pensare di risolvere tutto semplicemente incassando denaro. Le aree servono alla città, non soltanto le risorse economiche. Il Comune non può ragionare esclusivamente in termini di entrate, ma deve programmare lo sviluppo urbanistico nell’interesse della collettività». Per questo Pettinari per l’Abruzzo propone una soluzione alternativa: «La città deve essere suddivisa in zone, prevedendo la possibilità di monetizzare gli standard soltanto nelle aree periferiche dove non vi sia un’elevata concentrazione edilizia e urbanistica. Questa possibilità deve invece essere categoricamente esclusa nelle zone centrali, dove la densità abitativa e la presenza di edifici è già molto elevata». «Non possiamo continuare a costruire dove il territorio è già saturo e poi accorgerci che mancano parcheggi, verde e spazi pubblici».

Cambio di destinazione d’uso: «Obiettivo giusto, soluzione sbagliata» L’altra delibera all’esame della Commissione riguarda invece la limitazione del cambio di destinazione d’uso da negozi commerciali a garage, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la desertificazione delle attività commerciali nel centro cittadino. «L’obiettivo è nobile e lo condividiamo – sottolineano i consiglieri – ma il metodo individuato dall’Amministrazione non consentirà, a nostro avviso, di raggiungerlo». «Facciamo chiarezza: se sempre più negozi vengono trasformati in garage, non è perché i proprietari hanno improvvisamente deciso di eliminare le attività commerciali. È perché il commercio è in crisi. I commercianti sono sottoposti a una pressione fiscale e contributiva elevata, devono sostenere costi sempre maggiori e molti non riescono più a mantenere aperte le proprie attività. Quando un negozio chiude, il proprietario cerca una destinazione alternativa economicamente sostenibile e il garage, soprattutto in centro, è una soluzione molto richiesta». «Impedire il cambio di destinazione d’uso non significa quindi automaticamente salvare il commercio. Il rischio concreto è semplicemente quello di avere più negozi sfitti, inutilizzati e magari degradati, senza risolvere la causa del problema». Per Pettinari per l’Abruzzo, occorre intervenire sulle ragioni della crisi del commercio: «Bisogna mettere in campo una vera strategia di sostegno alle attività commerciali. Occorre innanzitutto valutare una riduzione delle imposte comunali che gravano sugli esercenti, organizzare micro-eventi durante tutto l’anno per riportare persone nel centro cittadino, creare occasioni di attrazione e incentivare la frequentazione delle vie commerciali». «E poi c’è il tema della sosta. Perché una persona dovrebbe scegliere di andare in centro se deve pagare anche per parcheggiare, quando può raggiungere un centro commerciale trovando parcheggi comodi e facilmente accessibili? Occorre valutare forme di sosta gratuita o incentivata nei parcheggi pubblici, almeno in determinate fasce orarie e condizioni, per favorire gli acquisti e rendere il centro più competitivo». «Se non si interviene sulle cause – aggiungono – i cittadini continueranno progressivamente a spostarsi verso i centri commerciali e le attività del centro continueranno a chiudere. Non sarà una limitazione urbanistica a risolvere un problema economico e commerciale».

«In Consiglio comunale presenteremo le nostre proposte» «Per tutti questi motivi – conclude il gruppo Pettinari per l’Abruzzo – ci opponiamo a queste due delibere così come sono state concepite. Non ci limitiamo però a dire no: presenteremo in aula le nostre proposte e chiederemo alla maggioranza di accettarle e di modificare i provvedimenti». «Sul fronte urbanistico chiediamo una disciplina differenziata per zone, salvaguardando le aree maggiormente congestionate della città. Sul fronte commerciale chiediamo invece una strategia concreta che intervenga sulle cause della crisi, riducendo il peso fiscale, aumentando l’attrattività del centro e favorendo l’accessibilità e la sosta». «Se la maggioranza vorrà ascoltare queste proposte e correggere le delibere, saremo pronti a confrontarci nel merito. Diversamente, sarà battaglia in aula, perché su urbanistica, vivibilità, sicurezza del territorio e futuro del commercio non siamo disposti a fare sconti».

Croce: «Pettinari….una delibera che però sembra non aver capito pienamente»

“In vista della seduta del Consiglio comunale di martedì, il consigliere Pettinari ne approfitta per annunciare battaglia anticipatamente su una delibera che però sembra non aver capito pienamente, anzi sembra andare fuori tema visto che ignora, come prima cosa, che la monetizzazione è prevista da una legge regionale, per cui il Comune di Pescara si limita ad attuare una legge regionale, effettuando un passaggio obbligato. La delibera, cioè, tende esclusivamente a quantificare il valore della monetizzazione, differenziando l’importo in base alle diverse zone delle città e aumentando gli importi per le zone centrali, che sono le più pregiate.
La delibera non va ad incidere, invece, sul diritto edificatorio dei costruttori così come non è possibile per il Comune evitare la monetizzazione, decisa dalla Regione. È

assodato che ogni volta che viene realizzato un intervento edilizio che comporta un aumento di cubatura, chi lo propone deve mettere a disposizione servizi standard, che sono parcheggi, scuole o parchi. Ai sensi della legge regionale, se chi realizza il progetto non ha la disponibilità di terreni dove far ricadere questi standard, deve monetizzarli. Il Comune, questo faccio presente al consigliere Pettinari, non può impedire di edificare laddove un costruttore non abbia terreni sui quali far ricadere i servizi standard ma può solo quantificare la monetizzazione. Specifico poi che con questa delibera l’amministrazione punta a fare in modo che per gli interventi relativi alla zona centrale ci sia un “ritorno” per la cittadinanza superiore rispetto agli interventi portati avanti in zone periferiche, il che va rimarcato. E va anche sottolineato che laddove ci sia una monetizzazione i fondi vanno comunque destinati a interventi per la città e per i pescaresi. Pettinari, con le sue considerazioni, va addirittura oltre, ampliando il discorso su qualcosa che non esiste, ma così dimentica i diritti dei costruttori e i limiti di azione del Comune.
Ricordo poi che la seconda delibera riguarda il cambio di destinazione dei locali commerciali e tende a limitare la trasformazione in garage che si sta verificando a Pescara come in tutte le città d’Italia comportando uno spegnimento delle luci del commercio in centro e una desertificazione delle strade. La delibera limita la possibilità di ottenere un cambio di destinazione d’uso: si individuano cioè le aree commerciali e pedonali dove il cambio non può essere effettuato e le aree dove il cambio non può essere concesso laddove comporti l’abbattimento di alberi per fare spazio a un passo carrabile. Nel caso in cui ci siano le condizioni per concedere il cambio di destinazione d’uso, si chiede a chi esegue l’intervento di mettere a disposizione del Comune sei alberi di primo fusto ogni venti metri quadri del locale oggetto di intervento. Tutto questo è stato pensato anche nell’ottica di rigenerazione del verde cittadino e con la finalità di contrastare i cambiamenti climatici.

È chiaro che, per quelle che sono le competenze del mio assessorato, miriamo a salvaguardare le aree centrali, limitando le trasformazioni in garage ma è chiaro anche che non si pensa certo di risolvere la crisi del commercio in questo modo. Vogliamo che le luci dei negozi restino accese, questo è sicuro, e ci puntiamo anche con una azione di questo tipo ma le iniziative che il Comune sta mettendo in altro, di concerto con le associazioni di commercianti e artigiani, sono altre, oltre a tutti gli eventi – musicali, culturali e sportivi – che servono a richiamare anche turisti”.

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