Esprimo, a nome mio e di tutto il mio gruppo, il più convinto plauso alla Polizia di Stato e, in particolare, agli uomini della Squadra Mobile della Questura di Pescara, per l’importante operazione condotta ieri nel quartiere Rancitelli e, nello specifico, in via Imele.
Da anni chiediamo che via Imele venga attenzionata con particolare attenzione. Solo pochi giorni fa avevo lanciato l’ennesima denuncia pubblica, indicando anche il civico 25 e segnalando una situazione che, secondo quanto ci veniva rappresentato quotidianamente, appariva ormai intollerabile: un continuo viavai di persone che si recavano in quella zona per acquistare droga.
L’operazione di ieri dimostra ancora una volta quanto sia importante ascoltare chi vive quotidianamente il territorio e quanto le nostre denunce pubbliche, così come le segnalazioni formalmente presentate alle autorità competenti, abbiano avuto un fondamento.
Noi non parliamo per sentito dire. Viviamo la città, frequentiamo quei luoghi e conosciamo direttamente le problematiche dei quartieri. Lo facciamo a viso scoperto, assumendoci responsabilità e rischi personali nella battaglia quotidiana contro il degrado e la criminalità.
Per questo rivolgo un ringraziamento particolare al dirigente della Squadra Mobile e a tutti gli uomini e le donne che hanno partecipato all’operazione, così come al Questore di Pescara, per il lavoro che quotidianamente viene svolto sul territorio.
Ma proprio perché questa operazione è un segnale importante, non possiamo e non dobbiamo fermarci.
Via Imele, infatti, non può essere considerata una questione risolta con un solo intervento. Ci sono altri civici della stessa strada che, secondo le segnalazioni che continuiamo a ricevere, necessitano di attenzione. E la stessa attenzione deve essere mantenuta in altre aree di Rancitelli e delle periferie, tra cui via Tavo, via Lago di Capestrano, via Lago di Borgiano, San Donato e Fontanelle.
In queste ore, inoltre, alcuni residenti ci stanno segnalando presunti tentativi di ripristinare in via Imele alcuni sistemi di protezione abusivi che sarebbero stati rimossi durante l’operazione. Non possiamo naturalmente sostituirci alle forze dell’ordine né trasformare una segnalazione in un fatto accertato, ma siamo certi che la Squadra Mobile, che ha dimostrato grande capacità investigativa e conoscenza del territorio, saprà verificare ogni elemento utile e intervenire nuovamente qualora ne ricorrano i presupposti.
La presenza dello Stato deve essere forte, costante e soprattutto continuativa. Perché quando le forze dell’ordine liberano un territorio dalla criminalità, quello spazio deve rimanere presidiato e non deve essere riconquistato da chi pensa di poter tornare a imporre le proprie regole.
L’operazione di ieri è una vittoria importante dello Stato e un messaggio chiaro a chi spaccia droga e controlla illegalmente porzioni dei nostri quartieri: le istituzioni ci sono.
A noi spetta il compito di continuare a tenere alta la guardia, segnalare, denunciare e non arretrare di un centimetro.
Un grazie, dunque, alla Polizia di Stato, alla Questura di Pescara, al Questore, al dirigente e a tutti gli uomini e le donne della Squadra Mobile.
C’è ancora tanto da fare, ma la strada è quella giusta. E noi continueremo a fare la nostra parte.
