Riceviamo e pubblichiamo:
Stasera la città si veste a festa. Concerti, spettacoli, migliaia di persone, un’imponente organizzazione e un dispiegamento di uomini e mezzi che testimoniano la volontà di fare di Pescara una città moderna e attrattiva.
Per l’organizzazione e per gli ospiti “VIP” è stata riservata un’area parcheggio dedicata nei pressi della Nave di Cascella. Una scelta organizzativa comprensibile.
Quello che invece non si comprende è come, in una macchina organizzativa così complessa, nessuno abbia pensato a riservare un’adeguata area di accesso e sosta alle persone con disabilità che volevano semplicemente partecipare all’evento come qualsiasi altro cittadino.
Alla nostra richiesta di indicazioni, gli agenti della Polizia Locale impegnati nel presidio degli accessi hanno confermato che non era stata prevista alcuna area dedicata. La soluzione proposta? “Andate altrove”, oppure utilizzate i parcheggi a pagamento.
Abbiamo allora chiesto espressamente di poter accedere all’area di parcheggio riservata all’organizzazione e agli ospiti, esibendo il regolare contrassegno europeo per persone con disabilità. Anche questa richiesta è stata respinta, senza che ci venisse indicata un’alternativa realmente accessibile per consentire la partecipazione all’evento.
È una risposta che lascia l’amaro in bocca. Perché trasmette un messaggio preciso: per qualcuno si organizza l’accoglienza, per altri ci si arrangia.
Fa ancora più riflettere che questa sia la Pescara dell’amministrazione Masci, che solo recentemente ha voluto dare un importante segnale politico nominando un assessore con disabilità. Un gesto che abbiamo apprezzato e che rappresenta un passo significativo sul piano della rappresentanza.
Ma la vera inclusione non si misura con i simboli. Si misura con le scelte organizzative, con i dettagli, con la capacità di prevedere i bisogni di tutti i cittadini. Si misura quando una persona con disabilità non è costretta a chiedere un favore per partecipare a una serata pubblica.
L’accessibilità non è un privilegio da concedere. È un diritto da garantire.
Pescara ha tutte le potenzialità per essere una città aperta, moderna e davvero inclusiva. Ma finché si penserà prima ai parcheggi per i VIP e solo dopo – o per niente – a quelli per le persone con disabilità, resterà una città capace di organizzare grandi eventi, ma ancora lontana dall’organizzare una piena partecipazione.
Perché una città non è davvero inclusiva quando inaugura un simbolo. Lo diventa quando ogni cittadino può vivere gli stessi spazi, gli stessi eventi e le stesse opportunità, senza sentirsi dire: “Andate altrove.”
L’inclusione non si improvvisa il giorno dell’evento. Si progetta quando si disegna la viabilità, si organizzano i parcheggi e si decide chi deve poter accedere.
Dario Verzulli – Autismo Abruzzo aps
