Nuovi asili nido a Pescara

conferenza su nuovi asili nido a Pescara
A settembre 2026, a Pescara apriranno quattro nuovi asili nido (in Via delle Fornaci Bizzarri, Via Santina Campana, Via Lago Isoletta e Via Rubicone), realizzati con fondi Pnrr, che si andranno ad aggiungere ai sette nidi comunali già esistenti, da sempre insufficienti per accogliere tutti i bambini che ne fanno richiesta (la fascia d’età è 3 – 36 mesi). Si ampliano notevolmente, quindi, gli spazi: i posti disponibili passano per il prossimo anno scolastico da 280 a 410, cioè 130 in più, tenendo conto che dei sette nidi attualmente aperti, tre saranno chiusi per lavori di risanamento, come era stato già annunciato. A fare il punto della situazione, annunciando anche il nuovo piano tariffario, sono stati stamani il sindaco Carlo Masci e il vice sindaco Gianni Santilli, insieme alla dirigente comunale alle Politiche per il Cittadino Roberta Pellegrino, ricordando che dei sette nidi attuali uno soltanto (La Conchiglia) è a gestione diretta, cioè del Comune, mentre gli altri sono da oltre venti anni tutti affidati all’esterno (e sono Il Bruco, Raggio di Sole, L’Aquilone, Il Gabbiano, Cipì, La Mimosa), con la gestione in scadenza il 30 giugno. La prossima settimana sarà pubblicato l’avviso per le iscrizioni e subito dopo sarà avviata dal Comune la procedura ad evidenza pubblica per individuare chi si occuperà, in coprogettazione con il Comune, della gestione dei nidi da settembre, per l’anno 2026/2027.
“Siamo partiti da uno studio molto approfondito dell’esistente, effettuato dagli uffici, che ringrazio per l’eccellente e puntuale lavoro svolto”, ha detto il sindaco Masci. “Ogni bambino che frequenta il nido costa al Comune, cioè alla comunità pescarese, 952,49 € al mese, per una spesa totale di quasi 2,9 milioni di euro, mentre le entrate generate dalle rette attuali sono pari a 595.000 € per cui  coprono solo una minima parte dei costi. Abbiamo ripensato tutto il sistema, puntando sulla sostenibilità economica e organizzativa, guardando a modelli positivi, senza rimanere ancorati ai paradigmi superati del Novecento, proprio per trovare il giusto equilibrio tra il notevole ampliamento dell’offerta, il necessario contenimento dei costi, sia per chi usufruisce del servizio che per l’intera comunità che se ne accolla la maggior parte, la qualità dell’offerta socio-educativa, la tutela dei lavoratori. Per questo abbiamo deciso di tenere conto e di sfruttare appieno, cosa che non era mai stata fatta prima d’ora, del “Bonus INPS”, una sorta di tesoretto grazie al quale le famiglie possono usufruire di un sostegno dallo Stato che arriva fino a un massimo di 3.600 € annui. Proprio l’esistenza di questo bonus ci consente di rimodulare le tariffe, peraltro ferme al 2011, senza gravare sulle famiglie”. Le nuove rette, che entreranno in vigore a settembre, distinte in base alle fasce di reddito, saranno per la maggior parte (e in molti casi totalmente assorbite) dal rimborso che le famiglie ricevono dall’INPS e la quota reale a carico dei genitori sarà azzerata o comunque contenuta per quasi tutte le fasce.
Le tariffe (si veda la tabbela allegata) vanno da 150 a 580 euro al mese ma con il Bonus Inps la quota a carico delle famiglie si riduce: ad esempio, per chi ha l’ISEE da 0 a 8.000 €, la quota finale a carico dei genitori è pari a zero, grazie al bonus Inps, da 8.001 a 15.500 € di Isee la quota a carico dei genitori è zero (per i nati dopo il 2024) o di 7,27 € (per i nati prima del 2024, come stabilisce la circolare Inps), per l’ISEE da 15.001 a 40.000 € la quota a carico dei genitori varia tra 22,27 € e 272,73 €, sempre al netto del Bonus Inps, e poi c’è l’ultima fascia, oltre i 40.001 € di Isee, con la quota a carico dei genitori di 443,63 € (identica sia per i nati prima che dopo il 2024), al netto del Bonus.
La retta mensile include già il servizio mensa e resta valido lo sconto fratelli: se più figli frequentano il nido contemporaneamente, il secondo figlio ha diritto a una riduzione del 25% e i successivi del 50%.  Sono previste anche misure di supporto transitorie per le famiglie fragili: tenendo conto che il Bonus INPS funziona a rimborso (quindi le famiglie devono prima anticipare la retta), nei primi mesi di applicazione il Comune valuterà l’attivazione di aiuti economici temporanei tramite i servizi sociali — come il Pronto Intervento Sociale (P.I.S.) — per alleggerire l’impatto economico sui nuclei con ISEE più basso (0-8.000 €), in attesa che l’INPS eroghi i primi rimborsi, come ha spiegato Pellegrino.
“Quello dei nidi è il primo esempio di cosa accade con i nuovi servizi offerti dal Pnrr”, ha fatto notare la dirigente. “Si raddoppia l’offerta sul territorio (a regime, con tutti i nidi aperti, i posti saranno 595) e logicamente aumentano il personale impiegato e i relativi costi per la gestione. Il Comune intende rendere i nidi fruibili a tutti, non solo alle famiglie fragili economicamente, che fino ad oggi sono state tutelate, ma anche quelle che hanno entrambi i genitori impegnati a lavoro, fino ad ora rimaste fuori e che adesso hanno possibilità di accedere. Quanto alla gestione, non si è mai parlato di privatizzazione, e non c’è stata alcuna delibera sul cambio di gestione, di competenza del Consiglio. Per il prossimo anno scolastico la formula sarà quella della coprogettazione e sarà un anno di passaggio: per il futuro – quando i posti saranno 595 – si valuterà cosa proporre al Consiglio, ma partiamo dal presupposto che già ora i nidi sono gestiti da soggetti esterni, solo uno è gestito direttamente dal Comune e il personale rimarrà al proprio posto, nel nido comunale”, ha concluso Pellegrino.
“Quanto ai bambini già iscritti, è garantita la continuità, hanno la priorità”, ha assicurato Santilli facendo notare che “a Pescara ci sono sempre state le liste di attesa mentre ora c’è la possibilità di eliminarle, soddisfacendo tutte le famiglie”.

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