“L’assessore Massimiliano Pignoli, da sempre impegnato in Comune in una delicatissima attività di ascolto sociale rivolta alla porzione più fragile della popolazione, ha deciso di dimettersi perché è indagato. Lo ha fatto andando decisamente oltre gli obblighi legati al suo incarico, dimostrando in questa fase particolare un grande senso di responsabilità nei confronti della maggioranza e dell’Amministrazione che rappresenta, anche per evitare di coinvolgere il Comune nella vicenda che lo riguarda. In ogni caso ha voluto tutelare se stesso e la sua famiglia in un momento particolarmente delicato della sua vita, per ciò che riguarda le sue condizioni di salute. I fatti sono questi, né più né meno, anche se qualcuno vuole a tutti i costi farne un caso politico, e mi riferisco al gruppo Pettinari che oggi ha chiesto le dimissioni non solo di Pignoli ma, più in generale, di chi è indagato. E’ lampante che non c’è alcuna crisi politica in atto in Comune e se la Procura della Repubblica sta indagando bisognerebbe avere l’onestà intellettuale (e politica) di tacere e attendere, senza assumere un atteggiamento giustizialista usando, come sempre, toni sensazionalistici e scandalistici. Dico questo anche in riferimento alla richiesta di dimissioni dell’assessore Claudio Croce e del consigliere Eugenio Seccia, le cui vicende giudiziarie, emerse nelle ultime ore, sono legate all’attività professionale svolta da entrambi e nulla hanno a che vedere con l’attività amministrativa dei due: non esiste alcun tipo di ombra sull’incarico che Croce e Seccia ricoprono a Palazzo di città. Ancora una volta i consiglieri del gruppo Pettinari conquistano il podio di una inutile caccia alle streghe, il cui unico scopo è di alzare polveroni e polemiche agitando la Costituzione a proprio uso e consumo dimenticando però l’articolo 27 (“l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”)”.
Dichiarazione del capogruppo di Forza Italia Roberto Renzetti su Pignoli, Croce e Seccia
