DOCᴜᴅì 2022. Oggi: LA CAROVANA BIANCA regia di Artemide Alfieri e Angelo Cretella

docudì registi

Proseguono le proiezioni dei film selezionati per il Concorso #DOCudi2022 e il prossimo sarà quello realizzato dai registi Artemide Alfieri e Angelo Cretella dal titolo LA CAROVANA BIANCA che tratta della vicenda di quattro famiglie di circensi bloccate dal Lockdow

Avremo anche l’intervento del regista Angelo Cretella e un dibattito con il pubblico presente con l’amichevole collaborazione di Germano D’Aurelio.

Le proiezioni presso l’auditorium Cerulli in via Francesco Verrotti, 42 a Pescara con Ingresso gratuito.
E’
 richiesta la PRENOTAZIONE compilando il Form https://tinyurl.com/prenoto-DOC2022 e l’osservanza delle norme vigenti in materia di Covid.

Sinossi   Il buio è ovunque quando il cielo è senza luna.
L’insegna Circus è uno scintillio di colori che si sforza di illuminare l’enorme stradone della periferia di Napoli dove quattro famiglie di circensi, abbandonate dalle istituzioni, si trovano sospese nella speranza che la pandemia sparisca come in uno spettacolo di magia.
Un corto circuito per chi da quattro generazioni issa il suo Chapiteau in giro per il mondo. Gli artisti dello spettacolo viaggiante cominciano la loro metamorfosi, il loro ingresso forzato nel mondo dei “Fermi” in cui ciascuno prova a reinventasi per sopravvivere.
Il circo si è fermato: forse per sempre.

Artemide Alfieri
Nata a Caserta nel 1988, ha conseguito il diploma in montaggio presso il Centro Sperimentale di Cinematografa di Roma.
Ha vinto un workshop in 2015 presso gli Escape Studios di Londra e uno nel 2017 organizzato da Armani. Decennale esperienza nell’ambito del montaggio cinematografco, ha avuto l’opportunita di afnare le sue capacita imparando dai maestri del cinema.
• 2022 Docufction “Flegrea”, Montaggio
• 2021 Documentario “La Carovana Bianca”, Regia e Montaggio
• 2020 Documentario “Gloria”, Montaggio
• 2019 Lungomentraggio “Voyage to Procida”, Montaggio
• 2018 Cortometraggio “A Jacket”, Montaggio
• 2017 Mediometraggio “Flying Roots”, Montaggio
• 2015 Cortometraggio “Pompei Eternal Emotion”, Montaggio
• 2014 Cortometraggio “La Tana”, Montaggio
• 2013 Cortometraggio “Lo so che mi senti”, Montaggio

Angelo Cretella
Nato a Succivo (Caserta) nel 1979, laureato in Filosofa all’Universita Federico II di Napoli.
Ha iniziato a dirigere cortometraggi quando aveva vent’anni e da allora non ha mai smesso di fare cinema. Nel 2015 inizia la sua carriera di docente nelle scuole superiori, insegnando linguaggio cinematografco negli istituti scolastici di periferia. Ha organizzato svariati workshop, collabora con l’Universita di Torino e di Napoli e con la casa editrice Bompiani.
• 2021 Documentario “La Carovana Bianca”, Regia e Produzione
• 2020 Documentario “Gloria”, Sceneggiatura
• 2017 Lungometraggio “L’ultima notte dell’anno”, Sceneggiatura
• 2014 Cortometraggio “Svanire”, Regia e Sceneggiatura
• 2012 Cortometraggio “Emilio”, Regia e Sceneggiatura
• 2011 Cortometraggio “Corti”, Regia e Sceneggiatura
• 2010 Cortometraggio “DisAbili”, Regia

note di regia
La Carovana Bianca nasce dalla voglia di recuperare l’amore per il cinema e di farlo in zona rossa: clandestinamente.
Eravamo in auto, oppressi e sfiduciati, quando abbiamo trovato sulla nostra strada il tendone del circo.
Il circo, spettacolo viaggiante per antonomasia, era fermo.
I “fermi” nel linguaggio circense sono gli altri, coloro che appartengono al mondo esterno.
Era, dunque, in atto una trasformazione, che stava bruscamente cambiando la loro identità nomade costruita attraverso i secoli. La pandemia, che noi tutti stavamo vivendo collettivamente, aveva su di loro conseguenze emblematiche.
Sandra ci ha accolto, da subito, con una fiducia incondizionata, forse perché ci siamo riconosciuti nel senso di smarrimento e nella voglia di riscatto.
Ci sembrava che Il cinema e il circo si fossero incontrati per darsi sostegno a vicenda in un momento storico duro per entrambi.
Abitare il circo è stato un grande privilegio e poterlo raccontare in uno dei suoi momenti peggiori ci ha investito di una enorme responsabilità non solo nei confronti delle persone e della loro storia ma anche rispetto ai ricordi della nostra infanzia e all’immaginario che del circo ci portiamo dentro.
Abbiamo avuto l’opportunità di vivere la pandemia dentro e fuori dal circo e abbiamo visto che mentre all’esterno cresceva l’egoismo, la paura e l’insofferenza per l’altro, nel circo cresceva la solidarietà e l’empatia.
Quello che abbiamo trovato, tra le pieghe di una quotidianità sfiancante, è la forza, la dignità di chi si trova costretto a chiedere; la speranza di chi non può immaginare che tutto stia per finire.
Donne e uomini costretti a stare fermi, a mettere in discussione la loro vita di artisti viaggianti e ad assistere impotenti alla mutazione dei loro corpi, di quello dei propri figlǝ e all’agonia del loro mondo.
Sarà stata anche per questa ragione che abbiamo ricevuto dai nostri protagonisti una fiducia cieca, disperata. Ci hanno affidato le proprie vite come uno spettacolo improvvisato: niente trucchi, nessun numero, silenzi d’applausi, nudi senza maschere da indossare.

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